21/10/2013 - Il governo turco ha presentato il nuovo Programma di Medio Temine

Il governo turco ha presentato il nuovo Programma di Medio Temine (elaborato dal Ministero dello Sviluppo) che, partendo dall’analisi dell’attuale situazione del Paese sul fronte macroeconomico, fornisce le previsioni sull’andamento dei principali indicatori economici per il triennio 2014-2016 ed indica le strategie che verranno adottate per raggiungere gli obiettivi fissati per tale periodo.
La crescita del PIL per il 2013 dovrebbe attestarsi al 3,6%, sotto il 4% previsto ad inizio anno, obiettivo funzionale al raggiungimento del traguardo indicato dal Primo Ministro per il 2023: fare della Turchia una delle prime dieci economie del mondo. L'economia della Turchia è infatti cresciuta del 3,7% nel primo semestre dell'anno (rispettivamente 3% primo trimestre e 4,4% secondo trimestre). Per il 2014, e’ invece prevista una crescita del 4%, inferiore al 5% del precedente Programma, mentre per il 2015 ed il 2016 la crescita dovrebbe attestarsi al 5%.
Per quanto riguarda gli altri indicatori, Il Programma di Medio Termine prevede un tasso di inflazione del 8,9% per la fine dell’anno, ben superiore quindi all’obiettivo del 6,3% fissato dalla Banca Centrale ad inizio anno, del 5,3% per il prossimo anno e del 5% per il 2015 e 2016. Il disavanzo delle partite correnti dovrebbe attestarsi al 7,1% alla fine dell’anno, al 6,4% nel 1014, al 5,9% nel 2015 ed al 5,5% nel 2016. La disoccupazione al 9,5% a fine anno, 9,4% nel 2014, 9,2% nel 2015 e 8,9% nel 2016. Infine, il rapporto investimenti/PIL al 19,6%, il rapporto deficit/PIL al 1,2% e quello debito/PIL al 35% (previsioni per il 2013).
Commentando i dati offerti dal nuovo Programma di Medio Termine, Babacan ha ammesso come i problemi del Paese rimangano un risparmio privato molto basso, una elevata dipendenza dalle fonti energetiche straniere e un relativo livello di valore aggiunto della produzione. Tutti fattori che incidono sul problema strutturale del Paese, il deficit delle partite correnti, che, sebbene portato sotto controllo rispetto alla cifra del 10% del PIL di due anni fa, e’ ancora molto alto ed espone la Turchia alle turbolenze causate dalla volatilità dei capitali in provenienza dall’estero. Al riguardo, non sono molto tranquillizzanti i dati diffusi del Turkstat relativi ai primi otto mesi del 2013 secondo i quali il disavanzo commerciale turco verso il Mondo e’ cresciuto del 18%. Al riguardo, la prolungata debolezza delle Lira turca aiuta sì le esportazioni del Paese ma rende molto pesante la bolletta energetica e piu’ cari i molti beni intermedi importati necessari all’industria locale.
Le priorità indicate dal Programma di Medio Termine per i prossimi anni, vi sono: 1) la riduzione del deficit delle partite correnti (attraverso maggiori risparmi domestici, l’allocazione delle risorse a disposizione nei settori più produttivi, l’incremento dell’efficienza economica); 2) la riduzione dell’inflazione, che dovrebbe attestarsi al 8,9% a fine anno e che preoccupa molto il Governo anche per gli effetti sulla popolazione, in vista delle prossime tornate elettorali; 3) il mantenimento della politica di bilancio in corso, rispetto alla quale il Governo e’ molto soddisfatto; 4) il sostegno alla crescita ed all’occupazione.
Fra le principali misure da adottare per perseguire tali priorità il Programma indica: la riduzione della dipendenza energetica della Turchia dall’estero, attraverso lo sviluppo di fonti alternative e l’incremento dell’efficienza energetica della produzione; il miglioramento delle infrastrutture per favorire l’export verso l’estero e l’arrivo di nuovi investimenti produttivi, che siano anche in grado di portare know-how nel Paese; il supporto a programmi di Ricerca e Sviluppo che consentano alle imprese turche di diventare più competitive sui mercati internazionali; lo sviluppo del turismo di qualità.
In ultima analisi, dal Programma di Medio Termine 2014-2016 emerge la consapevolezza che l’economia e’ turca e’ sicuramente in buona salute ma e’ caratterizzata ancora da una certa volatilità e da alcuni elementi di fragilità.
Notizia segnalata daAmbasciata d'Italia - TURCHIA