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14/12/2021 - OCSE PREVISIONI ECONOMICHE

OCSE PREVISIONI ECONOMICHE

Per il biennio 2022-2023 è attualmente atteso un rallentamento della crescita annua del prodotto rispettivamente al 5 e 3%. L’OCSE prevede che la ripresa sarà sospinta principalmente dalla domanda interna. Al riguardo, è atteso un aumento dei consumi privati, alimentati dalla crescita dei redditi reali, e la ripresa degli investimenti sia pubblici che privati. L'afflusso di fondi europei contribuirà inoltre ad assicurare un ulteriore impulso alla crescita dell’economia. Secondo l’Organizzazione, l’inflazione rimarrà elevata nel breve periodo in attesa di un riequilibrio della domanda e offerta negli scambi commerciali. L’OCSE evidenzia tra i principali rischi per l’economia la crescita dei salari e le tensioni nell'approvvigionamento di materie prime e di input intermedi che potrebbero intensificare le pressioni inflazionistiche.

Secondo le previsioni, nel 2022 la politica fiscale ungherese rimarrà espansiva, prima di un graduale ridimensionamento atteso nel 2023. Riguardo le misure è prevista nel 2022 una riduzione della pressione fiscale sulle imprese e le famiglie. Tra le principali, i contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro che diminuiranno dal 15,5% di quattro punti percentuali a titolo di compensazione dell'aumento del 20% del salario minimo e i benefici, a favore delle piccole imprese, di ulteriori riduzioni temporanee del carico fiscale. All’inizio del 2022 le famiglie con figli a carico otterranno un rimborso parziale dell'IRPEF versata nel 2021.

Riguardo la politica monetaria, a decorrere da luglio del corrente anno, la Banca centrale ungherese ha innalzato il tasso di riferimento di 1,5 punti percentuali, portandolo progressivamente al 2,1% a novembre scorso, al fine di contenere la spinta inflazionistica.

La Banca centrale ha altresì annunciato ulteriori aumenti finché la previsione di inflazione rimarrà al di sopra dell'obiettivo di medio termine stabilito del 3%, con banda di oscillazione del +/- 1 per cento.

L’OCSE ritiene che un utilizzo più equilibrato degli strumenti di politica fiscale e monetaria potrebbe contribuire a contenere l’inflazione e che le riforme strutturali dovrebbero concentrarsi sull'aumento del tasso di crescita del PIL potenziale. Ad avviso dell’Organizzazione, la tassazione sul lavoro dovrebbe essere ulteriormente ridotta per sostenere le imprese impegnate a fronteggiare la carenza di manodopera. La misura potrebbe essere compensata da una minore spesa pubblica e dalle imposte derivanti dall’'aumento dei consumi, nonché dalla tassazione ambientale e sulla proprietà.

Secondo le previsioni dell’Organizzazione, Il disavanzo di bilancio si attesterà nel 2022 al 5,8% del PIL per poi scendere al 3,9% nel 2023, in linea con l’andamento economico e al netto delle misure una tantum. Nonostante l'ampio deficit, l’OCSE stima inoltre che nel 2023 il rapporto debito pubblico/PIL scenderà al 76,2%. Ulteriori sovvenzioni dell'UE a valere sullo strumento Recovery and Resilience Facility (RRF) finanzieranno gli investimenti previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nei settori della salute, infrastrutture, nella transizione verde e nella trasformazione digitale, che porteranno nel periodo 2021-2026 l’incidenza sulla crescita dei fondi complessivi dell'UE al 3,5% del PIL annuo.

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Ambasciata d'Italia - UNGHERIA