04/02/2015 - Investimenti esteri : caso Vodafone e revisione dei meccanismi fiscali

Il Consiglio dei Ministri dell'Unione indiana ha deciso di non appellarsi contro la decisione dell'Alta Corte di Mumbai dello scorso ottobre, che aveva assolto Vodafone dall’accusa di evasione fiscale, stabilendo la non tassabilita' delle attivita' legate al trasferimento di titoli da Vodafone India alla capogruppo, con sede alle Mauritius, nel biennio 2009-2010.
La favorevole risoluzione del caso Vodafone fa ben sperare riguardo il futuro atteggiamento dell’autority fiscale indiana in casi analoghi: mentre nel 2013 erano 27 le aziende coinvolte in contenziosi relativi a richieste di pagamento di tasse retroattive, gia’ nel novembre 2014 la Shell vinceva un ricorso contro l'Income Tax Authority per un reclamo multi milionario e, piu’ di recente, il Cabinet Committee on Economic Affairs approvava la richiesta da parte di HDFC Bank di raccogliere fondi esteri pari a circa 1,4 miliardi di euro per rafforzare il proprio capitale, richiesta da lungo pendente e in precedenza rifiutata per sforamento del tetto IDE.
Il Ministro per le telecomunicazioni, Ravi Shankar Prasad, nel commentare l'assoluzione di Vodafone, ha spiegato che tale decisione e' da attribuire ad un atteggiamento di rottura nel nuovo esecutivo rispetto alle "fruitless litigations" che, in passato, assieme ad una normativa fiscale farraginosa, poco prevedibile e di fatto avversa agli investimenti, hanno sfiduciato gli investitori.
La decisione sul caso Vodafone arriva peraltro a pochi giorni dalle rassicurazioni del Ministro delle Finanze Jaitley, nell'ambito del Forum di Davos, circa la revisione dei meccanismi di prelievo fiscale ed e' dunque coerente con l'impegno profuso dal Governo Modi nel rilanciare l'immagine dell'India quale terra di opportunita' degli investitori, attraverso la creazione di un ambiente d'affari favorevole e caratterizzato dalla chiarezza delle norme.
Il tema e' stato centrale anche nel corso della visita del Presidente Obama e degli incontri tra i magnati dell'industria indiana e statunitense: indirizzandosi a questi ultimi il Ministro delle Finanze ha dichiarato che i controversi reclami da parte delle autorita' fiscali indiane nei confronti delle multinazionali estere non hanno portato alcun contributo all'erario ma danneggiato seriamente la fiducia degli investitori e l'immagine del Paese.
Notizia segnalata daAmbasciata d'Italia - INDIA