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Accesso al credito - Osservazioni (IRAN)

Il sistema bancario dell’Iran è formato da 27 banche: 8 sono di proprietà statale e rappresentano il 33,6% del mercato del credito del Paese, le rimanenti 19 sono banche private che esprimono i 2/3 del settore. Tra le banche pubbliche si distinguono 3 intermediari commerciali e 5 banche specializzate nella concessione di credito ad un particolare settore economico. A tali banche si affiancano 4 istituzioni creditizie non bancarie e una quantità incerta di intermediari finanziari non ufficiali (“unofficial financial istitutions”).

Il sistema presenta un elevato livello di sofferenze che, secondo i valori riportati dalla medesima Banca Centrale, si attestano al 6,9% del totale degli impieghi creditizi al 20 marzo 2023 (fine dell'anno iraniano 1401). Alcuni analisti internazionali stimano un valore effettivo prossimo al 30% perché includono prestiti roll-over, che costituiscono una parte significativa dei crediti in sofferenza. Al fine di risolvere il problema del credito deteriorato presente nei bilanci bancari le Autorità stanno studiando la creazione di bad bank che consenta di smobilizzare le sofferenze. Per mitigare i rischi nel sistema bancario, la Banca Centrale ha recentemente adottato alcune misure, come l’aumento del coefficiente di riserva obbligatoria al 15% e la limitazione dell’espansione del bilancio delle banche all’1,5-2,5% dal 2023.

Al momento le banche iraniane non applicano gli standard con riferimento ai principi contabili internazionali e alla regolamentazione prudenziale. Il Governatore della Banca Centrale ha annunciato l'obbligo per le banche di adottare gli International Financial Reporting Standards (IFRS) per la redazione dei bilanci mentre risulterebbe allo studio il progetto di adottare la regolamentazione di Basilea II e III rispetto alle quali andrebbero, tuttavia, prima risolte talune incompatibilità con la Sharia’a.

Sul fronte dell’antiriciclaggio il Paese è impegnato nell’allineamento agli standard internazionali, nel quadro dell’Action Plan approvato in ambito FATF/GAFI nel giugno 2016. In occasione della Plenaria di Parigi del febbraio 2020, il Gruppo ha stabilito la reintroduzione delle contromisure sospese nel 2016 per la mancata ratifica da parte di Teheran delle convenzioni di riferimento in materia, ovvero la Convenzione di Palermo e la Convenzione per la Soppressione del Finanziamento del Terrorismo.

La disponibilità di credito da parte del sistema bancario iraniano per imprese italiane che vogliano esportare in Iran è al momento molto ridotta stante la sostanziale illiquidità che caratterizza l’economia del Paese. La solvibilità di molte banche, specie le pubbliche, dipende dal funding messo a disposizione dalla Banca Centrale. A causa delle nuove difficoltà in campo economico connesse con la reintroduzione delle sanzioni americane, la disponibilità di valuta forte tende a diminuire.

La Banca Centrale dell’Iran non è connessa al sistema SWIFT dal quale è stata esclusa a seguito delle sanzioni. Attualmente, solo poche banche italiane svolgono transazioni con l’Iran. La reimposizione delle sanzioni USA nelle due finestre di agosto e novembre 2018 e la reintroduzione delle contromisure in ambito FATF/GAFI influiscono negativamente su questi meccanismi e sui flussi finanziari.

Conti bancari per non residenti in valuta locale e straniera sono consentiti previa autorizzazione della Banca Centrale. Il tasso di interesse sui depositi di lungo periodo è al 22,5%.

Ultimo aggiornamento: 07/02/2024