Quadro macroeconomico (TUNISIA)
La legge finanziaria 2024 stima una crescita del PIL per l’anno in corso del 3%, indicatore confermato anche dalle recenti analisi della Banca Mondiale, che hanno però come presupposto l’adesione della Tunisia a un percorso di riforme economiche e finanziarie che possano risanare l’economia del Paese. Nel primo semestre del 2023 l’economia tunisina è cresciuta in termini reali dell’1,2%. Nel 2022 il PIL tunisino è cresciuto invece del 2,4% e nel 2021 del 4,4%. La lenta ripresa economica post-Covid è stata aggravata nell’ultimo anno dalla forte siccità che ha messo in ginocchio il settore agricolo. D’altra parte, il boom del settore turistico ha portato nella prima metà del 2023 a una forte crescita dell’hotellerie e della ristorazione (+ 17% su base annua) e dei servizi di trasporto (+ 5%). Il settore manifatturiero, nel frattempo, ha registrato tassi di crescita contenuti, con punte del +6% per il tessile e l’abbigliamento e del +5% per l’industria meccanica ed elettrica.
L'inflazione ha iniziato a moderarsi dopo aver raggiunto il picco del 10,4% nel febbraio 2023, ma resta ancora elevata, con punte del 14% nel settore alimentare, poiché la siccità e la compressione delle importazioni hanno ridotto l'offerta nei mercati alimentari interni. Essa rimane comunque ben al di sopra del tasso di interesse, stabile all'8%.
La crescita economica limitata ha spinto la disoccupazione nel secondo trimestre del 2023 al 15,6%, con tassi più elevati per le donne (21,1%), i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni e i laureati. Il tasso di povertà, complessivamente superiore al 15%, è di norma più alto nelle aree rurali (26%) che nei grandi centri urbani (6,3%).
Il deficit di bilancio si è ridotto dal 7,6% del PIL nel 2021 al 6,8% nel 2022, con la spesa salariale, i sussidi per i generi alimentari e gli interessi sul debito che rappresentano circa i due terzi della spesa pubblica. Il ruolo crescente dello Stato nell’economia ha portato alla rapida crescita del debito pubblico nell’ultimo decennio, passando dal 40,7% del PIL nel 2010 al 79,8% nel 2022.
Le partite correnti sono strutturalmente in deficit, trascinate al ribasso da un ampio deficit commerciale, a sua volta esacerbato dall'aumento dei prezzi globali dell'energia e dei generi alimentari. Il deficit commerciale è sceso a 12,2 miliardi di TD (7,5% del PIL 2023) nei primi otto mesi del 2023, con un calo del 39% rispetto allo stesso periodo del 2022. Il minor disavanzo commerciale e l'aumento delle entrate turistiche hanno moderato il disavanzo delle partite correnti nel 1° semestre 2023, allentando la pressione sui finanziamenti esterni.