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Politica economica (ARGENTINA)

Durante il Governo Fernández la spesa pubblica ha raggiunto livelli altissimi rispetto alle entrate, anche a causa di una forte politica di aiuti sociali (aumentati durante la pandemia) e sussidi alle tariffe di gas, energia, acqua e trasporti pubblici. A seguito della vittoria delle elezioni presidenziali dell’ultraliberista Javier Milei, insediatosi lo scorso 10 dicembre, la politica economica argentina ha cambiato drasticamente direzione. Il neopresidente ha inoltre più volte affermato la volontà di concludere l’accordo tra Unione Europa e Mercosur mentre ha escluso l’ingresso dell’Argentina nei BRICS.

Le prime sfide che Milei si è impegnato ad affrontare, anche a costo di scelte dolorose, sono l’abbattimento della spesa pubblica (obiettivo deficit zero nel 2024, il che comporta un aggiustamento di 5 punti percentuali), il contenimento dell’inflazione, la graduale
liberalizzazione del tasso di cambio e la privatizzazione di numerose imprese statali (ma non di YPF, la principale compagnia di idrocarburi del Paese). Se da un lato non si esclude che i tagli alla spesa possano colpire settori strategici come quello infrastrutturale, dall’altro l’impegno del nuovo Governo è quello di puntare sulla crescita delle esportazioni e sull'attrazione di investimenti dall'estero. Anche i sussidi pubblici di varia natura di cui oggi beneficiavano milioni di cittadini argentini sono stati ridotti e accompagnati da politiche attive in materia di formazione e inserimento nel mondo del lavoro.
Al fine di attrarre gli investimenti esteri necessari a sfruttare il potenziale del Paese, il Governo ha recentemente varato un “Regime di Incentivi per Grandi Investimenti” (RIGI”) che concede benefici e agevolazioni di natura fiscale, giuridica, doganale e valutaria a lungo termine (30 anni) per progetti di investimento di importo superiore a 200 milioni di dollari nei settori dell’energia, dell’estrazione mineraria, dell’agroindustria e delle infrastrutture.
Nel corso del 2024 il nuovo Governo ha, inoltre, varato un condono (“blanqueo”) rivolto ai residenti nel Paese e a tutti coloro che hanno spostato la loro residenza fiscale in un altro Paese, consentendo loro di regolarizzare il rientro di capitali fino a 100.000 dollari senza
pagare alcuna imposta e senza alcun tipo di penalizzazione (per importi superiori è previsto un sistema di aliquote progressive) purché il denaro venga mantenuto nel sistema finanziario fino al 31 dicembre 2025 o investito in collocamenti autorizzati dal Ministero
dell'Economia.

Fonte: elaborazioni Ambasciata d'Italia

 

Ultimo aggiornamento: 28/10/2024