Politica interna (QATAR)
Indipendente dal 1971, il Qatar ha avviato una stagione riformistica a partire dal 1995, all’indomani del colpo di Stato incruento con cui l’Emiro Hamad bin Khalifa Al Thani ha spodestato il padre, Sceicco Khalifa.
Nel corso di quasi due decenni alla guida del Paese, l’Emiro Hamad bin Khalifa Al Thani ha impresso forte impulso al processo di modernizzazione in termini di cauto riformismo politico e di diversificazione. Seppur a fasi alterne, il Paese ha registrato aperture e cambiamenti molto significativi, favoriti anche dell’interpretazione aperta e tollerante del wahabismo sunnita e dagli investimenti volti alla promozione della diffusione dell’istruzione e della progressiva apertura della società verso l’esterno. La straordinaria crescita economica del Paese ha permesso di mantenere il sostegno di un’opinione pubblica al cui interno permane tuttora una forte componente tradizionalista. Al centro di tale strategia la “Qatar National Vision 2030”, lanciata alla fine del 2008 per promuovere la transizione del Paese da un’economia basata sui proventi derivanti dallo sfruttamento di idrocarburi ad un’economia della conoscenza e dei servizi.
Nell’aprile 2003, un referendum popolare – cui ha partecipato anche l’elettorato femminile – ha approvato con il 96,6% di voti favorevoli la nuova Carta Costituzionale, entrata in vigore il 6 giugno 2005, che introduce una democrazia limitata. Vi si prevede il diritto di associazione e di assemblea (ma non è consentita la formazione di partiti politici) e l’elezione a suffragio universale solo di 30 dei 45 componenti dell’Assemblea consultiva (Majilis al Shura). All’Emiro spetta la nomina del Primo Ministro e del Governo.
Il 25 giugno 2013 l’Emiro Hamad bin Khalifa in un discorso televisivo ha abdicato cedendo ogni potere al figlio Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, figlio della Sceicca Mozah e quarto in linea di successione, già molto presente nella vita pubblica e nella gestione degli affari correnti dell’Emirato e a tutt’oggi Emiro del Qatar.
Nel novembre 2017 l’Emiro ha proceduto al rinnovo dell’Assemblea, privilegiando la classe imprenditoriale più attiva (28 i nuovi membri, 13 le riconferme, 4 le donne) e ha nominato Ahmad bin Abdullah Al Mahmoud, fino ad allora Vice Primo Ministro, Presidente dell’Assemblea. Nella stessa tornata ha attribuito il rango di Vice Primo Ministro sia al Ministro della Difesa Khalid bin Mohammed Al Attiyah sia al Ministro deli Esteri, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani.
In occasione del discorso inaugurale dinanzi alla nuova Assemblea Consultiva, l’Emiro ha annunciato la promulgazione per il 2018 della legge elettorale e le prime elezioni dell’Assemblea Consultiva per giugno 2019.
Forma di Governo | Emirato |
Capo dello Stato | Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani il 25 giugno 2013 succede al padre Sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani (1995- 2013). |
Capo del Governo | Abdullah bin Nasser bin Khalifa Al Thani (dal 2007) |
Sistema legislativo | La nuova Costituzione, entrata in vigore nel giugno 2005, stabilisce che i 45 membri del Majlis As-Shura – il Consiglio Consultivo nazionale – che esercita un limitato potere legislativo, siano per due terzi eletti a suffragio universale e per un terzo di nomina emirale. Tuttavia, le elezioni, inizialmente previste per il 2006, sono state più volte rinviate. L’Emiro mantiene il potere di veto sulla promulgazione delle leggi |
Suffragio | Universale, a partire dai 18 anni |
Sistema giudiziario |
Il sistema giudiziario prevede due sistemi di corti: le corti di diritto civile e quelle di diritto penale. In virtù della precedente dominazione britannica si applicano principi di common law accanto a quelli della Sharia. Le corti civili applicano la Sharia per le controversie riguardanti la persona. Le corti penali applicano la Sharia per i reati minori, mentre la common law per quelli maggiori. |
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