Relazioni internazionali (CANADA)
Caratteristica delle posizioni assunte in politica estera dal Governo Liberale sin dall’inizio del suo mandato è una forte tendenza al multilateralismo, che si accompagna a un impegno molto profilato su temi quali la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico e la tutela dei diritti umani.
La collaborazione con i Paesi alleati, a partire dai partner G7 e G20, rappresenta un altro aspetto centrale per la politica estera del Canada. La politica commerciale canadese risulta molto attiva e basata sulla diversificazione del portafoglio dei partner internazionali. Tale aspetto assume una rilevanza particolare alla luce del preponderante peso dell’interscambio con gli USA. Dal 2022 la Vice Prima Ministra e Ministra delle Finanze Freeland ha rilanciato ipotesi di “friendshoring” (vedi oltre). Ottawa ha accordi di libero scambio con tutti i partner G7. In questo contesto permangono centrali l’Accordo di Libero Scambio fra Canada, USA e Messico (CUSMA ex NAFTA), in vigore da 1° luglio 2020, e il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership. In seguito alla Brexit, Ottawa e Londra operano nell'ambito di un accordo di continuità commerciale tra Canada e Regno Unito.
Il senso di insicurezza che ha colpito il Canada nel 2022, e che si è aggravato nel 2023 a fronte dell’aumentata instabilità geopolitica e delle nuove sfide globali (minacce alla sicurezza sia da attori statali che non, cybersecurity, influenze politiche esterne, cambiamento climatico, rischi dell’intelligenza artificiale, polarizzazione politica interna ed esterna, dinamiche legate alle migrazioni ed aumento delle ineguaglianze), ha portato la Ministra degli Esteri Joly ad ottobre ad enunciare una nuova strategia e “postura” di politica estera: quella che è stata definita la “politica estera pragmatica”, che si basa sui due principi chiave: strenua difesa della sovranità e integrità territoriale (anche da attacchi digitali o economici), incrementando gli investimenti in sicurezza, difesa (acquisto di 88 F35) e in diplomazia (con l’apertura di nuove Ambasciate in Est Europa, Armenia, Ruanda e Figi, e nuovi Ambasciatori in Unione Africana e Arabia Saudita); pragmatismo nel non dividere il mondo in blocchi, ma dialogando anche con Stati non alleati, partner o likeminded, tutelando il multilateralismo e l’ordine internazionale basato sulle regole, promuovendone al contempo una riforma più inclusiva. Tra gli alleati la Ministra Joly ha citato espressamente USA, Regno Unito, Francia, Germania e Italia, i Paesi Artici, Giappone, Sud Corea.