Politica economica (ISLANDA)
L'Islanda è una piccola economia aperta agli scambi con l'estero, che ha nell'Europa il parner commerciale di riferimento. L'attuale programma governativo d'impronta euro-scettica, che vede gli interessi dell'Islanda meglio tutelati al di fuori della UE, conferma quindi l'Accordo sullo Spazio Economico Europeo come la piattaforma di riferimento nella gestione dei rapporti con i 27. Altri temi di rilievo dell'agenda di politica economica dell'esecutivo sono la lotta ai cambiamenti climatici e lo sviluppo e la diversificazione delle attività produttive. Per quanto concerne le tematiche ambientali, l'obiettivo dichiarato è quello di trasformare l'Islanda in un'economia "carbon neutral" entro il 2040, dare piena attuazione agli Accordi di Parigi e mitigare gli effetti negativi derivanti dall'incremento del livello generale delle temperature. Per quanto invece riguarda lo sviluppo economico, assumono specifico rilievo l'espansione degli investimenti infrastrutturali con il completamento, tra l'altro, del cablaggio del sistema di fibre ottiche.
La legge di bilancio fissa per il 2024 una spesa complessiva pari a circa 10,3 miliardi di euro. Il budget, in particolare, prevede un incremento del 22,3% dei costi finanziari e un aumento del 14,8% (pari a 97 milioni di euro) della spesa sanitaria, in ragione dell'espansione del settore turistico e della crescita e invecchiamento della popolazione. Ad essi fanno da contraltare la diminuzione del 9,7% delle voci relative alla ricerca e sviluppo e agli affari esteri. La legge di bilancio prevede altresì una razionalizzazione della spesa delle istituzioni, con l'obiettivo di raggiungere un risparmio pari a circa 119 milioni di euro, la revisione delle tasse sulla circolazione stradale (sulla scia dell'aumento del numero di veicoli elelttrici, che hanno determinato una flessione delle entrate statali derivanti dalle accise sui carburanti), l'adeguamento degli scaglioni relativi all'imposta sul reddito, che dovrebbe portare ad una riduzione media di circa 49 euro, e la reintroduzione della tassa di soggiorno per gli stranieri, che era stata abolita all'indomani della crisi sanitaria globale. Il deficit di bilancio dovrebbe raggiungere nel complesso i 320 milioni di euro, principalmente a causa di interessi passivi superiori a quelli attivi, a fronte tuttavia di un surplus dei ricavi operativi di 195 milioni di euro.
Sul fronte della politica monetaria, per contenere l'incremento dell'inflazione la Banca Centrale mantiene un tasso d’interesse di riferimento molto elevato, che oggi si attesta sul 9,25%. La prevista riduzione generale dei prezzi nel corso del 2024 dovrebbe tuttavia indurre la Banca ad operare una graduale riduzione del tasso di sconto.